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Acido Iuridico di Tomaso Pisapia

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Caron dimonio dagli occhi di bragia

Tante, troppe cose vi sarebbero da dire sul c.d. “pacchetto sicurezza” approvato in questi giorni dal Consiglio dei Ministri. Una di quelle che mi ha colpito è la previsione di un nuova fattispecie di reato (che nuova non è) lanciata dalle agenzie come “TRE ANNI PER CHI ADESCA MINORI SU INTERNET”. La reclusione da uno a tre anni sarebbe prevista per chi, “allo scopo di sedurre, abusare o sfruttare sessualmente un minore di anni 16”, intrattiene con lui, anche attraverso la internet, una relazione “tale da carpire la fiducia del minore”.

La norma, presentata come il nuovo art. 609 undecies del Codice Penale e rubricato significativamente come "adescamento di minorenni", nelle intenzioni dei proponenti punisce “chiunque, allo scopo di sedurre, abusare o sfruttare sessualmente un minore di anni sedici, intrattiene con lui, anche attraverso l’utilizzazione della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione, una relazione tale da carpire la fiducia del minore medesimo”. La pena prevista è la reclusione “da uno a tre anni”.

La prima considerazione che mi è venuta in mente è quella già riportata da Luca Spinelli, ovvero che “la semplice “seduzione”, anche se perpetrata senza alcun intento particolarmente malevolo, viene accomunata all’abuso e allo sfruttamento sessuale”. Secondo Mario Adinolfi “fa solo ridere, infatti, l’idea che un diciottenne che si intrattenga in chat sul web con una sedicenne rischi l’accusa di essere pedofilo, quando le norme consentono ai quattordicenni di avere una libera vita sessuale”.

Ma ciò che mi ha colpito di più è l’inciso, riportato dalla norma, “anche attraverso l’utilizzazione della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione.

Il reato di omicidio, nel nostro sistema legislativo, punisce con la reclusione “chiunque cagiona la morte di un uomo”: per fare un parallelo è come se la definizione di omicidio venisse modificata in “chiunque cagiona la morte di un uomo, anche con un coltello o una pistola”.

E’ evidente come si voglia sottolineare, in sostanza, il ruolo negativo della Rete. Si tende a puntare il dito contro la comunicazione attraverso internet in quanto di per sé pericolosa e criminogena.

Un vero e proprio “dimonio”.