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Acido Iuridico di Tomaso Pisapia

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Sala colloqui

Pict0240_2 Il mio primo tentativo di scrivere in questo blog parte dal presupposto che i diritti interessano solo quando la loro assenza, o il loro indebolimento, viene “toccata” con mano.
Ed è importante conoscere la diversa realtà che vive quotidianamente chi combatte per ottenere il riconoscimento di qualcosa che altri hanno a disposizione sempre, o chi – e forse è peggio – non conosce i propri diritti.
Mi riferisco, ovviamente (e per la professione che esercito), ai deboli, agli emarginati, ai sans-papiers, e – piu’ specificamente – agli imputati e ai condannati.
In questo primo post vorrei che – per un attimo – si pensasse alle famiglie dei detenuti.
La famiglia di un condannato alla reclusione sconta anch’essa la pena inflitta al proprio caro: visite, colloqui, perquisizioni, affettività limitata (se non assente),  solitudine, emarginazione e sconforto. A ciò si aggiungono, spesso, viaggi o trasferimenti verso località ove, ad insindacabile – o quasi – decisione dell’Amministrazione Penitenziaria, vengono trasferiti i “definitivi”. Famiglie di Milano che si muovono verso l’Umbria o la Sardegna per avere un colloquio di una manciata di minuti e per fare sentire meno solo chi è, inequivocabilmente, solo.
Realtà di cui – all’esterno – ci si accorge solo quando in qualche modo “capita a te”, ma che sono costantemente sotto gli occhi di chi è a contatto con i reclusi e le loro famiglie: polizia penitenziaria, magistrati di sorveglianza e difensori.
Provate, con me, ad osservare la reclusione da un altro punto di vista: famiglie che aspettano mesi per una udienza innanzi al Tribunale di Sorveglianza, famiglie che aspettano altri mesi per un rinvio della decisione su di una misura alternativa alla detenzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà) determinato dalla mancanza di un documento, sempre “fondamentale”.

Famiglie che combattono per i loro diritti.

"In questo mondo di guerra e violenza anche i fiori piangono……e noi continuiamo a credere che sia rugiada" (Jim Morrison)

Commenti

In completa controtendenza rispetto al libro "Toghe rotte" che sto leggendo ora. In cui la situazione della magistratura, purtroppo, appare altrettanto difficile. Se non devastata.
Benvenuto, credo che sarà molto interessante leggerti